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I fiori di Balla

hanno forme non esistenti in natura, sono dipinti con colori squillanti e vivaci e sono pensati dall’artista come miglioramento della “decadente” flora naturale. Come i veri fiori hanno la funzione di arredare, colorare, profumare un ambiente. L’artista arriva alla creazione di queste opere attraverso un processo di stilizzazione formale. Agli odori dei fiori vengono associati forme e colori che li traducono visivamente. I fiori possono essere quindi triangolari, conici oppure sferici. Nel 1915 Giacomo Balla e Fortunato Depero lanciano il manifesto “Ricostruzione futurista dell’universo”. Questo documento programmatico, destinato a diventare un cardine della poetica futurista, propone un rinnovamento della vita di tutti i giorni attraverso l’arte ma anche attraverso l’abbigliamento, i giocattoli, la cucina, la musica. L’ideazione di questi fiori, la cui prima intuizione risale all’osservazione da parte di Balla di un giardino primaverile mosso dal vento, si colloca su questa linea. Balla arredò la propria casa con queste opere che, in un’ottica di esaltazione del movimento e della dinamicità propri del Futurismo, contrastano con l’immobilità millenaria dei fiori esistenti in natura.

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