Da vicino: Giuliana e “L’abito che…vorrei “

In questa settimana di Pitti, dedicata alla moda e a Firenze, inauguriamo la nuova pagina di biancolaccatolucido, dedicata alle interviste, con la fondatrice e ideatrice de L’abito che…vorrei ,abiti e accessori in Via Romana, 62/r.

– Nome?

– Giuliana

– Ma tutti ti chiamano?

– Giuli

Descriviti in 3 aggettivi

– Creativa, divertente, dolce

La canzone che ti mette di buon umore?

– Vogue, Madonna

L’ultimo pensiero prima di addormentarti ?

– Le mie creazioni.

Nn potresti mai uscire senza?

– Gli accessori: collane, bracciali…

Sei innamorata? La pazzia che ha fatto per lui?
– Sono innamorata. L’ultima pazzia che ho fatto per lui: ho organizzato una cena in atelier per il suo compleanno.
Raccontaci il percorso, che ti ha portato qui oggi…
– Tutto nasce da una passione, che è sempre stata innata per tutto ciò che è la creatività, la manualità, i tessuti. Affascinata dall’idea che da un pezzo di stoffa, può nascere un abito.
Fino al 2008 ho lavorato in un’azienda che si occupava di moda, con la chiusura di questa, attraversando un periodo di crisi ho ricominciato ad avvicinarmi alla manualità creando vestiti per me.
Dai complimenti delle amiche “ carino questo” “dove l’hai preso” la voglia di mettermi in gioco con il progetto “L’abito che…vorrei”.

Cosa vorresti fare da grande?

– La stilista

Il tuo atelier è?

– Mi rappresenta completamente, e spero dia la sensazione di un atelier e di negozio, un mix tra artigianale e commerciale. Ho seguito tutto l’arredamento: il tavolo è decò, stile che mi piace molto, e le mensole sono ricavate da un paravento di origine indiana.

Parliamo della tua città…

Cosa ti lega a Firenze?

– Essenzialmente la nascita,sono nata e crescita qua, in particolare legata alla zona di Oltrarno: dove vivevo da piccola e che oggi continuo a vivere con “L’abito che…vorrei”. E poi l’arte.

Hai mai pensato di andartene da Firenze? Se si, perchè?

– No. Mai.

Adoro viaggiare, ma ogni volta quando torno a Firenze penso a quanto sono fortunata a vivere in questa città.

I tre locali più cool di Firenze?

– LOFT in Piazza del Carmine, e poi OPEN BAR in Via dei Bardi e MOBA a Villa Bardini.

I negozi per il tuo shopping?

– Nessuno in particolare.Uso abbigliamento di mia produzione. Flou o Luisa Via Roma per la Jeanseria. E per le scarpe il Distretto calzaturiero delle Marche, prediligo prodotti artigianali, di nicchia.

C’è qualcosa che vorresti cambiare della tua città?

– Tutto sommato credo sia molto vivibile.

Un po’ sporca questo si, ma dato dall’affluenza dei turisti che hanno poco rispetto, io sarei più severa.

Questa la settimana di Pitti…

Per Firenze un grande evento, tu come lo vivi?

– Direi un evento da tutelare gelosamente. Per me, una manifestazione a cui mi piacerebbe partecipare.

L’anteprima per Noi e per Pitti è ?

– Un capo della prossima collezione invernale: tessuti maschili, perchè mi piace questo mix femminile/maschile.

Nei colori troveremo il nero, il blu, il grigio, del beige.

Gli abiti saranno di linea semplice e pulita, con un occhio particolare alla portabilità: un abito per la vita quotidiana, dalla mattina fino alla sera, da completare e personalizzare con giacche e accessori.

L’evento da non perdere questa settimana?

– La sfilata di Stefano Ricci ai nuovi Uffizi.

Un’ ultima domanda…

Se ti dico “biancolaccatolucido” che cosa ti viene in mente?

– Mi rapporto subito al design e penso ad un tavolo bianco laccato lucido.

Questa è GIULIANA BECCATINI, che ci ha parlato di sè, del suo progetto e della sua Firenze.

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